(H 84) Mario Giacomelli

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author image by Giuseppe | 0 Comments | 3 May 2018

Mario Giacomelli (Senigallia, 1º agosto 1925 – Senigallia, 25 novembre 2000, fig. 767) originario di Senigallia lavorerà inzialmente presso una tipografia mostrando anche interesse per la pittura e per la poesia che saranno con lui fino alla fine dei suoi giorni.
Nel 1953 acquisterà la sua prima macchina fotografica realizzando la sua prima immagine, l’Approdo (fig. 768), che rappresenta la suola di una scarpa lasciata sulla battigia e dondolande sulle onde del mare.
Tra il 1954 e il 1957 prenderà parte a diversi concorsi di fotografia in Italia ed entrerà anche nel gruppo La Bussola.
Importante è stata anche la figura di Giuseppe Cavalli (fig. 769) da cui riceverà un’educazione tecnica, inoltre nel 1954 darà vita alle sue immagini più importanti, Vita d’ospizio (fig. 770), luogo che lui conobbe fin da bambino per via del lavoro che faceva la madre, elemento fondamentale che gli permette di capire a fondo questa realtà e superarne la loro tristezza e tragicità.
Questi aspetti però sono sopraffatti da un senso di speranza e umanità che riusciamo ad intravedere nelle sue immagini, infatti la sua non è una foto di protesta o denuncia sociale, ma espressione di stati d’animo.

767 Mario Giacomelli

768 L'Approdo

769 Giuseppe Cavalli

770 Vita d'ospizio

Dal 1955 darà vita alla serie di immagini sui paesaggi (fig. 771) che durerà fino al 1992 e nel 1957, fino al 1959, realizzerà immagini molto emotive su Scanno (fig. 772), un piccolo paese dell’Abruzzo che in passato aveva già attirato diverse attenzioni, tra cui quelle del fotografo Cartier Bresson (fig. 773).
Durante gli anni sessanta darà vita anche ad immagini presso il Seminario Vescovile di Senigallia, I Pretini o meglio Non ho mani che mi accarezzino il volto (fig. 774), che gli permisero di ottenere fama a livello internazionale.
Poi realizzerà Caroline Branson (fig. 775), una serie di fotografie legate alle poesie e ad una sua riflessione sulla ricerca, e che si ispirano all’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Master.
Il suo ultimo lavoro è realizzato nel 2000, praticamente hanno come oggetto le poesie di Jorge Luis Borges stampate su circa trenta gelatin silver print, un processo che prevede una sospensione di sali d’argento in gelatina posta su un supporto come vetro, plastica o pellicola flessibile o carta resina rivestita.
Questi materiali sensibili alla luce sono stabili in normali condizioni di conservazione e sono in grado di essere esposte e lavorate anche molti anni dopo la loro fabbricazione.

771 Paesaggio

772 Scanno

773 Henri Cartier Bresson

774 I Pretini

775 Caroline Branson

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