Max Bill e la scuola svizzera

A partire dagli anni Trenta, la Svizzera ha fornito un forte contributo alla causa grafica e tipografica, dando vita al fotomontaggio, la fotografia stratta, il lettering e la nuova tipografia.
Oltre ai maestri della Baihuas, l’artista e grafico austriaco Bayer (fig. 01), e il pittore tedesco Josef Albers (fig. 02) e il fotografo e pittore ungherese Moholy-Nagy (fig. 03), la scuola olandese con il designer e grafico Piet Zwart (fig. 04), il pittore, fotografo e tipografo russo El Lissitzky (fig.05), l’artista e teorico d’arte ceco Karel Teige (fig.06) e il designer ceco Ladislav Sutnar (fig. 07) a Praga, lo scrittore, tipografo e designer tedesco Jan Tschichold (fig. 08) a Monaco, vi furono anche gli svizzeri come il tipografo Walter Cyliax, il fotografo Herbert Matter (fig. 09), il desgner tedesco Anton Stankowski (fig. 10), il pittore e tipografo Willi Baumeister (fig. 11) e infine l’architetto, scultore, tipografo e designer grafico Max Bill (Winterthur, 22 dicembre 1908 – Berlino, 9 dicembre 1994, fig. 12).
Comunque nell’ambito dell’opera svizzero-tedesca, la personalità più di spicco sarà quella di Tschihold, che grazie alle sue pubblicazioni come, Elementare Typographie del 1925, Die neue Typographie del 1928 e Typographie Gestaltung del 1935, riuscirà ad individurare alcune regole che saranno la base fondamentale della nuova arte.
Come Bayer anche lui avrà una particolare preferenza per icaratteri grotteschi, anche se poi si legherà a ll’uso prevalente dei serif, senza dimenticare gli interventi di Stankowski a Zurigo, mostrando un rigore stilistico assoluto legato alle forme geometriche elementari, l’uso della fotografia per la rappresentazione di una realtà essenziale e una forte tensione generata tra le parti stamapte e quelle non stampate.

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Anche il critico d’arte, designer e grafico svizzero Hans Nuburg (fig. 13) sarà importante per gli esiti della grafica e del design contemporaneo, mostrando un interesse verso il costruttivismo.
Comunque la prima vera rappresentazione in chiave costruttivista, fu il manifesto (fig. 14) di Max Bill presentato presso l’esposizione di Arte Nera nel Kunstgewerbemuseum di Zurigo nel 1931, dove la superficie é dominata interamente da soggetti elementari, inoltre le sue realizzazioni si basavano su un ragionamento logico-speculativo, praticamente i testi e le immagini erano disposti mediante un’importanza obiettivo-funzionale.
Nel 1933 adopererà il metodo della tipografia scalare, praticamente una composizione a bandiera, teorizzata più tardi dal designer e stampatore inglese Eric Gill (fig. 15), inoltre Bill come anche i maestri della Bauhaus, introdurrà nelle sue opere lo schema modulare.
L’arte di Bill fu sempre legata ad un metodo funzionalista, evitando così di cadere in realizzazioni banali, inoltre lui approdò anche a Dosseau dopo aver frequentato la Kunstgewerbemuseum di Zurigo e tutta la sua arte si lega al fondamento della linea retta, la composizione mediante piani geometrici e la ricerca di nuovi accostamenti cromatici.
Nel 1953 sarà eletto al rango di architetto e direttore della Scuola Superiore di Arti Decorative di Ulm, dove oltre ad essere colui che progettera la struttura della scuola, ne sarà anche insegnante affermando le sue ideologie relative alla teoria e rappresentazione pratica della visione ambientale.
Altre grandi personalità saranno Herbert Matter, che realizzerà dei manifesti (fig. 16) dando un contributo alla pubblicità turistica, dando vita a splendide combinazioni visive con il fuori scala e mediante il fotomontaggio e la sovrapposizone di più negativi.

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Anche il designer e grafico svizzero Walter Herdeg (fig. 17) realizzerà interessanti manifesti fotografici attraverso l’immagine globale per St. Mortiz, dalla carta da lettere ai cartelli stradali, inoltre sarà anche importante per il suo Humour fotografico, come quello mostrato nel suo manifesto (fig. 18) con un vigile urbano rappresentato ai piedi di un pendio dove si scia.
Altra grande personalità sarà quella del fotografo Alfred Willimann (fig. 19) la cui realizzazione artistica rientra nella scia della migliore produzione svizzera del tempo, a tal proposito va ricordato il suo manifesto Licht (fig. 20) del 1932 realizzato per l’Aide aux Invalides di Zurigo.
Anche a Praga vi saranno risvolti interessanti mediante l’arte di Karel Teige grazie ai suoi progetti con elementi tipografici trasparenti come quelli per le sue riviste Disk e Red (fig. 21).
Anche Ladislav Sutnar darà vita a progetti interessanti mediante l’uso di forme geometriche elementari, strutture lineari e modulari e l’inserimento di immagini fotografiche ritagliate con testi in diagonale e l’introduzione di colori primari.

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