(I 05) Modalità di esposizione e di scatto

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author image by Giuseppe | 0 Comments | 16 August 2018

Generalmente le fotocamere offrono diverse modalità di esposizione utilizzando nella maggioranza dei casi il metodo di luce riflessa, che offrono risultati diversi da modello a modello. Tra questi abbiamo, quella impostata di default sulle fotocamere, la “multizona” (fig. 31), definita anche matrix, evaluativo o multi-segmento, l’unica disponibile nella modalità di scatto automatica, praticamente questa opera scomponendo l’immagine in una griglia di zone che sono misurate o stimate separatamente. La lettura viene eseguita prendendo le singole parti o zone e calcolando o riformulando il risultato in base alla scena e alla messa a fuoco. Il tutto è stimato in base ad una distribuzione dei toni, la parte chiara lungo il lato superiore e la parte scura lungo il lato inferiore indica un paesaggio, i toni circolari indicano un volto, etc, comunque come metodo di esposizione risulta essere non molto affidabile, perchè questa la si può ingannare se la messa a fuoco risulta essere più chiara o più scurarispetto alla media dei toni. Poi abbiamo la misurazione media ponderata o con prevalenza al centro (fig. 32), un metodo superato dal precedente già citato, qui la fotocamera opera raccogliendo i dati dell’intera scena, ma privilegiando la zona centrale, zona che varia in percentuali in base alla fotocamera, anche se la media è di circa il 60%.

31 Esposizione multizona

32 Esposizione con prevalenza al centro

Come metodo di acquisizione risulta essere meno ottimale della multizona, ma si dimostra più omogeneo perchè nel determinare l’esposizione ignora alcuni dati, come, il punto di messa a fuoco. Infine abbiamo la modalità spot (fig. 33), riguarda una sezione molto piccola della scena la cui area di misurazione è concentrata al centro, e su alcuni modelli di fotocamere, questo èpuò essere collegato al punto di messa a fuoco. Questa rispetto ai metodi precedenti consente un maggior controllo sui dati, perchè il fotografo può decidere su quale parte poter raccolgiere questi dati, quindi sarà possibile ignorare zone più chiare e più scure per misurare l’esposizione solo sulle zone dei mezzi toni, per esempio, alberi, erba, cielo, pietre, etc. Inoltre le fotocamere consentono anche di poter decidere tra diverse modalità di scatto (fig. 34), alcune molto automatizzate, altre semi e altre meno.

33 Spot

34 Modalità di scatto

Quella automatica o auto consente di concentrarsi solamente sul taglio o tipo di inquadratura e premere semplicemente il pulsante di scatto, perchè ISO, diaframma e tempi sono gestiti automaticamente dalla fotocamera. Poi abbiamo la P, programmata, qui la fotocamera deciderà in automatico solo tempi e diaframma, anche se tali decisioni possono essere ignorate atraverso la funzione modifica programma, inoltre questa modalità consente anche di regolare i valori ISO della luce. Può essere buono lavorare con questo tipo di modalità, ma facciamo attenzione perchè nel tempo la nostra fotocamera può non mantenere più queste correzioni, quindi bisognerà risettare tutto. Poi abbiamo le icone S o TV, cioè priorità di tempi, una modalità semiautomatica dove le aperture o diaframmi saranno gestiti dalla fotocamera, mentre il fotografo gestirà solo i tempi di apertura e chiusura dell’otturatore. Poi abbiamo le icone A o AV, cioé priorità di diaframma, sempre una modalità semiautomatica dove noi gestiremo solo l’apertura del diaframma, mentre i tempi saranno gestiti dalla fotocamera, ma il problema che possiamo avere con questa modalità risiede nelle situazioni di scarsa luminosità, infatti più questa risulterà poco rilevante più i tempi di otturazione si abbasseranno giungendo all’uso estremo del treppiedi, comunque questa modalità è molto utile per la fotografia di paesaggi. Poi abbiamo altre modalità automatizzate, come quella per i ritratti, per le macro, per il paesaggio, etc, ma adesso giungiamo a quella più interessante la modaslità M, cioè manuale, questa consente al fotografo di avere un pieno controllo su tutti i fattori di regolazione, tempi, diaframmi e ISO. Per il paesaggio è perfetta, ma presenta un inconveniente, praticamente se la fotocamera sarà settatta in un certo modo questi rimaranno tali fino a quando noi non andremo nuovamente a modificarli, quindi significa che per ogni cambiamento di scena noi dovremo regolare i relativi fattori per ottenere il massimo dall’immagine. Una modalità che è sconsigliata adoperare soprattutto se dobbiamo cogliere nella scena l’istantaneatà o l’attimo, in questi casi consiglio le modalità semiautomatiche, per i tempi la modalità S o Tv, mentre per la messa a fuoco o aperture, la modalità A o Av. Un’ulteriore nota da considerare è, che se la nostra fotocamera commette alcuni errori nella compenzazione dell’esposizione nelle modalità semiautomatiche, possiamo intervenire correggiendo la compensazione, cioé i famosi stop, che di norma hanno un incremento di compensazione pari a 1/2, 1/3, etc con un massimo di intervalli pari a 3 stop (+ o -). Se si lavora in liveview e l’immagine è troppo scura, allora applicheremo una compensazione positiva (+), viceversa, negativa (-). Altra forma o metodo di sicurezza per l’esposizione è il bracketing o AEB (Automatic Exposure Bracketing), una funzione che comunica alla fotocamera di scattare una serie di foto in sequenza con diverse impostazioni di esposizione. Una con esposizione corretta, una sottoesposta e l’altra sovraesposta, sequenza o impostazioni che possono essere anche alterate tramite impostazioni personalizzate, inoltre come per l’esposizione, anche il bracketing può essere aggiustato mediante i valori di stop, ricordiamo fino ad un massimo, positivo o negativo, di 3 stop.

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