Nuove espressioni simboliche e forme geometriche

Nel XIX secolo fu un periodo dove si cercò di uitilizzare la realtà per giungere alla scoperta di nuovi significati simbolici esaltando soprattutto le forme geometriche semplici sia per il valore simbolico e sia per la loro capacità di esaltare e modellare gli spazi.
Questo nuovo sviluppo fu il risultato del progresso tecnico e scientifico su cui si basava il moderno sviluppo industriale, e sull’esigenza di recuperare determinati valori spirituali secondo una chiave di lettura moderna.
Intorno ai circoli della teosofa, saggista e filosofa russa naturalizzata statunitense Mme Blavatskij (fig. 01), vennero realizzati luoghi che seguivano una gerarchia secondo piani orizzontali e verticali, inoltre furono teorie che influenzarono diversi artisti come, il franco-russo Vasilij Kandinskij (fig. 02) che fu protagonista dell’analisi tra forma e colore ne Lo Spirituale nell’arte (fig. 03) del 1912, che attraverso un triangolo, un quadrato o un cerchio in base al colore adoperato, potevano esprimere un loro contenuto interiore, anche lo stesso Malevic (fig. 04) proseguì sulla base di concetti legati alle medesime figure, mentre il futurismo italiano vedeva lo spazio come elemento che doveva essere attraversato in modo fulmineo, un dinamismo meccanico e di velocità.

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Molto importante fu anche la riflessione esposta dall’architettura tedesca, basandosi sull’analisi delle forme gotiche, il cui stile geometrico fu elevato come modello nazionale ricco di espressioni simboliche.
Nella seconda metà del XIX secolo, iniziò a diffondersi il termine empatia, cioé Einfuhlung, proposto da autori del filone romantico come il filosofo e letterato tedesco Johann Herder (fig. 05) e Novalis, pseudonimo del letterato e filosofo tedesco Georg Friedrich Philipp Freiherr von Hardenberg (fig. 06), e poi riproposto più tardi dal poeta e filosofo tedesco Theodor Vischer (fig. 07) e dal filosofo e psicologo tedesco Theodor Lipps (fig. 08), adoperato per indicare la proiezione dei propri sentimenti sull’oggetto con cui si compiva l’atto dell’esperienza estetica.

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Non va messa da parte o estraniata la teoria del filosofo tedesco Arthur Schopenhauer (fig. 09), che con Il mondo come volontà e rappresentazione mise in evidenza il fatto che ogni fenomeno consiste nella rappresentazione che il soggetto se ne fa sulla base di una volontà che lo coglie, sulo filo di un pensiero riflessivo, cioé della ragione, come cosa in se.
Nel 1907 vi fu anche lo storico d’arte tedesco WilhelmWorringer (fig. 10) che con Astrazione ed Empatia, riportò l’esperienza di questa empatia all’esperienza estetica, che va inteso come concetto di allontanamento, cioé di uscire da sé per vivere nella cosa rappresentata.
Comunque ognungo di loro contribuì a orientare il progetto dello spazio in ambito grafico e architettonico, verso una geometrizzazione realizzata mediante immagini molto semplici come il quadrato, il cerchio e il triangolo, esprimendo valori e significati che vanno ricercati oltre la loro semplice rappresentazione figurativa.

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