Peter Behrens

Il designer e architetto tedesco Peter Behrens (Amburgo, 14 aprile 1868 – Berlino, 27 febbraio 1940, fig. 01) fu una figura fondamentale per il manifesto e la grafica tedesca contemporanea, ma prima di passare a lui dobbiamo un po comprendere quelli che furono i meccanismi e i cambiamenti che si registrarono nell’ambito del panorama tedesco contemporaneo.
In questo periodo insieme all’affiche comparirà anche l’annuncio pubblicitario, inoltre la Jugendstil, praticamente il nome tedesco dell’Art Noveau, produsse cambiamenti tecnici che sembravano muoversi in direzioni opposte, visto i suoi orientamenti non del tutto omogenei.
Comunque i maggiori centri culturali saranno Monaco e Berlino, che vedranno le pubblicazioni della rivista Jugend dal 1896, anche se non raggiungerà mai alti livelli formali, e la rivista Pan, molto lussuosa e aristocratica a cui lavoreranno artisti come Nietzsche (fig. 02), Maeterlinck (fig. 03), Hofmannsthal (fig. 04), van de Velde (fig. 05), Khnopff (fig. 06), etc.

01

02

03

04

05

06

Proprio dallo Jugendstil deriveranno le due principali linee ideologiche della scena artistica contemporanea, la prima fu quella della visione Neue Sachlichkeit legata direttamente alla Deutscher Werkbund e l’altra legata all’Espressionismo, anche se breve, deriva dagli elementi simbolici della Jugendstil, dal pensiero nietzschiano e dalla ribellione nichilista.
Comunque i principali cambiamenti di rotta della grafica tedesca, prendono vita intorno alla rivista Simplicissimus di Monaco, che mediante il suo spirito polemico affronterà i relativi problemi della società.
La mente principale sarà Thomas Theodor Heine (fig. 07) che oltre ad essere un artista impegnato all’interno di questa, ne sarà anche direttore e diretto curatore nel corso del Novecento. inoltre l’opera che lo consacrerà come artista e grafico contemporaneo, sarà il manifesto Bulldog (fig. 08).
Gli elementi principali che emergono in questo lavoro sono la concentrazione dei contenuti, forza di richiamo visiva, un disegno essenziale e unicità tra i diversi elementi, cose che prevalgono anche nelle realizzazioni di altri principali protagonisti intorno alla scena del Sachlichkeit come Lucian Bernhard (fig. 09), Julius Klinger (fig. 10), Hans Rudi Erdt e Julius Gipkens (fig. 11).

07

08

09

10

11

meno sensibili alle costruzioni architettoniche della pagina, legandosi di più all’elemento informativo mediante il logotipo e l’oggetto pubblicizzato, praticamente il loro scopo era quello di trasformare l’oggetto in un simbolo menmonico con il nome che lo distingueva.
Behrens come van de Velde, passerà all’architettura dopo l’esperienza affrontata attraverso la pittura e la grafica trovando nuove forme espressive, realizzando mobili, gioielli, decorazioni grafiche, etc, inoltre possiamo dividere il suo lavoro in diverse parti, inizialmente si lega all’Art Nouveau e la conoscenza dell’attività pittorica in Monaco, poi dal 1901 passa alla realizzazione della colonia degli artisti sulla Mathildenhohe a Darmstadt sotto la guida di Joseph Maria Olbrich (fig. 12), dove lo stesso Beherens realizzerà la propria casa e una parte della grafica relativa all’inaugurazione, e infine la sua partecipazione all’Esposizione delle arti decorative di torino del 1902 e tutti i relativi interventi d’arte applicata fino al 1907, stesso anno di inaugurazione del Deutscher Werkbund, dove Behrens sarà uno dei principali creatori.
Ciò che accomuna gli artisti del Werkbund sarà la loro professione di fede verso la qualità, un forte interesse verso la concretezza e l’oggettività della progettazione.
Sotto la direzione dell’imprenditore e ingegnere tedesco illuminato e progressista Emil Rathenau (fig. 13) e successore dell’AEG (fig. 14), Behrens ricevette un incarico veramente arduo, cosa che non si era mai vista prima nell’ambito del design, praticamente avrebbe dovuto realizzare tutto per questa azienda, cioé dal logotipo alle pubblicità, tutto per i punti vendita, i caratteri tipografici e corpi di fabbrica, come per la fabbrica di turbine del 1908, Turbinenhalle (fig. 15), che gli permise di affermarsi non solo come architetto, ma anche come designer consultant, vista la grande mole di lavoro svolta in ambito di corporate identity.
I suoi progetti non si limitano semplicmente allo studio sulla forma, ma riguarda anche il processo di standardizzazione e la strategia pubblicitaria, praticamente l’intezione era quella di creare un sistema che permetteva di coordinare le varie operazioni incentrandole tutte verso la pubblicità, la distribuzione e i punti vendita.
La sua struttura architettonica suggerisce un forte ordine, uno stile oggettivo che non prende in considerazione l’uomo, quindi come nel caso dell’AEG vi è un sistema articolato che part dalla sua immagine, l’esposizione del prodotto e presentazione ai clienti.
Anche la creazione di un lettering proprio a permesso di unificare ancor meglio tutto l’aspetto grafico e di stampa aziendale.
Dal 1908 il Beherens Antiqua (fig. 16) sarà il terzo di quattro caratteri realizzati da Behrens, dove la modernità della grafica dei caratteri romani fusa con l’aspetto antico di onciali carolinge, cioé una scrittura antica derivante dagli scrittori amanuensi, è diventato il carattere ufficiale dell’AEG.
Quindi il caso di Behrens sarà il primo relativo ad una comunicazione che ha come centro la pubblicità, nell’architettura, negli arredi, nel design del prodotto, nella grafica e nella scrittura.

12

13

14

15

16

image_pdfimage_print
Seguimi su:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit exceeded. Please complete the captcha once again.

Rating*