Push Pin Studio e Milton Glaser

Il designer Milton Glaser (26 giugno 1929 età 88), New York, Stati Uniti, fig. 01) e il designer grafico statunitense Seymour Chwast (fig. 02) insieme al pittore statunitense Reynolds Ruffins (fig. 03) e il disegnatore e illustratore statunitense Edward Sorel (fig. 04), diedero vita ad un ampio gruppo che contava più di venti associati, che nonostante la loro diversità stilistica, operarono facendo prevalere una grafica figurativa dal segno ironico e di orientamento espressionista.
Il Push Pin Studio fu quindi una sorta di scuola in fin dei conti, un vero laboratorio legato alle ricerche visive, ricoprendo un’ampia produzione grafica che investì i diversi settori, la tipografia, l’editoria, manifesti culturali, e soprattutto negli USA si affermò mediante la prevalenza figurativa che mise da parte l’insegnamento della scuola svizzero-tedesca.
Il vero leader del gruppo fu proprio Glaser, che dopo essere stato in Italia nel 1952 e 1953, frequentando il corso di incisione con il pittore e incisore Giorgio Morandi (fig. 05), tornerà a New York dirigendo lo studio.
Poi nel 1974 darà vita alla Glaser Inc. opreando in tutte le categorie del settore grafico, inoltre lui realizzerà anche numerosi manifesti per l’editoria, per la musica, per il cinema, per il teatro, l’arte, etc.
Lui progettò anche il famoso marchio I Love New York (fig. 06) nel 1976, inoltre essendo anche appassionato di gastronomia realizzò anche guide per i ristoranti di New York, ed anche menù e altre pubblicazioni nel settore.
Lui sarà certamente uno degli innovatori del manifesto disegnato, come i progetti per Washington Post, Fortune (fig. 07), Jardin des Modes, l’Espresso, etc.
Anche Semyour sarà protagonista di diverse pubblicazioni da ottimo Newyorkese, mostrando un disegno dal tratto e valori cromatici molto intensi.

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Tra i suoi lavori più rilevanti vi fu quello per la rivista Push Pin Monthly Graphic (fig. 08), che proseguirà anche dopo la rottura del gruppo, inoltre va anche ricordato il suo manifesto End Bad Breath (fig. 09) del 1967, che si schierava contro la guerra in Vietnam.
Anche l’illustratore e designer statunitense John Alcorn (fig. 10), diplomato presso la Cooper Art School di New York, prese parte al gruppo Push Pin Studio diventando poi art director dal 1959 al 1961 per la CBS, la compagnia televisiva del graphic designer americano Lou Dorfsman (fig. 11), e spostandosi poi a Firenze dove vivrà per lungo tempo.
La sua formazione di matrice tradizionale, fu piena di modernità, affrontando la grafica sotto tutti i suo aspetti, come il lettering, l’illustrazione e l’ornamento, comunque l’aspetto più rilevante della sua produzione sarà appunto quello figurativo.
Lui si legherà molto al bianco e nero, come i vecchi maestri inglesi William Bradley (fig. 12) e Aubrey Beardsley (fig. 13), approfondendone gli aspetti tecnici, aggiungendo una delicata colorazione acquerellata.
Le sue ornamentazioni richiamano molto allo stile barocco o rococò, soprattutto in temi di tipo astrologico per calendari e poster.

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In Italia vanterà anche una lunga collaborazione in ambito editoriale sotto la guida dell’editore italiano Mario Spagnol (fig. 14), che contribui al rilancio di BUR di Rizzoli, e poi realizzò una nuova immagine per la casa editrice Longanesi, la casa editrice Guarda e la casa editrice Salani, senza dimenticare altri capolavori come quelli per il manifesto di Bob Dylan (fig. 15) e quelli per la Olivetti (fig. 16 e 17).

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