(I 16) QUANDO SIAMO SUL POSTO E COSA VA MESSO IN BORSA

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author image by Giuseppe | 0 Comments | 4 October 2018

Il posto da fotografare è fondamentale, questo può essere vicino o lontano, se vicino può comportare dei vantaggi, cioè possiamo recarci sul luogo più volte e in diverse circostanze, e anche se può sembrare una pratica noisa, questa ci permette di fotografare la scena in diverse stagioni con la possibilità di scoprire o catturare effetti o immagini sempre nuove.
A questo punto va evitato di catturare sempre lo stessa scena, ma cercare elementi nuovo nella scena che allo stesso tempo può diventare anche un ottimo esercizio per la composizione.
Diverso è il caso per un luogo più lontano, in questo può esserci di aiuto internet, riuscendo a prendere più informazioni possibili sulla location, meteo, i periodi migliori, i luoghi più indicati, brochure, etc.
Inoltre non dimentichiamo di trascurare elementi più classici, come le carte geografiche dove possiamo analizzare le isoplete, cioè i vari temi geografici, la sua forma, il clima, etc, questo ci aiuterà nella pianificazione, se essere li nel pomeriggio o all’alba, etc, evitando inconvenienti, come il fatto di giungere sul posto e ritrovarci davanti elementi di disturbo che non avevamo immaginato o che non ci aspettavamo.
Altra considerazione è quella di essere cauti, per esempio l’abbigliamento, può capitare che il tempo possa variare durante la giornata, e questo può capitare in qualsiasi stagione, quindi dobbiamo essere vestiti a strati, soprattutto se siamo in zone collinari.
Anche munirsi di comodi stivali che avvolgano e proteggano anche la caviglia può essere un’ottima soluzione anche se in zone costiere, è sempre meglio lavorare con scarpe in gomma che sono anche impermeabili.
La parte più complessa da proteggere sono proprio le mani, perchè se indossiamo guanti troppo spessi non riusciremo a gestire i comandi, se gli togliamo per avere il contatto con la fotocamera sarà stato tutto inutile, quindi la soluzione più idonea sarebbe quella di utilizzare guanti sottili anche se non saranno efficaci col freddo al 100 per cento.
Invece con il caldo i problemi sono relativi a ustioni e disidratazione, quindi evitiamo il sole a mezzogiorno e cerchiamo di fotografare alle prime luci del mattino e con le ultime luci del pomeriggio dove le temperature sono più miti, inoltre se siamo costretti a dover fotografare sotto il sole in certe ore della giornata, allora cerchiamo di trovare riparo all’ombra sia per noi che per la fotocamera appena sia possibile, e possiamo aadoperare anche un cappello con visiera estesa in modo da mantenere all’ombra sia la fronte che parte del volto.
Dobbiamo tener presente un altro aspetto, quello della sicurezza, praticamente se decidiamo di muoverci a piedi per lunghi tratti, studiamo bene la zona in modo da poter decidere la strada da prendere, e poi comunichiamola a qualcuno facendo sapere anche l’ora di rientro, calcolando o preventivando anche eventuali ritardi.
Ricordiamoci di avere il telefonino carico per eventuali emergenze, anche se in zone di collina o montuose questo può essere inutile per via dell’assenza di segnale, ma sarebbe sempre utile portarsi dietro un fischietto, che in caso di emergenza va usato indicando il seguente metodo di aiuto, cioè sei fischi con una pausa di 60 secondi l’uno dall’altro.
In borsa non dimentichiamo anche la cartina della zona aggiornata e un compasso ed adoperiamoli spesso al fine di impararne bene il loro uso, inoltre vi consiglio di munirvi di un bastone che faccia da appoggio perchè così non scaricheremo tutto il peso sulla schiena e sulle gambe e infine consiglio anche l’acqua, infatti beviamo con costanza durante il tragitto perchè aiuterà a mantenere fresco il fisico e la mente, e se decidiamo di uscire nel tardo pomeriggio, oppure nelle prime luci del giorno, si consiglia anche l’uso di una lampada frontale, questo ci consentirà di avere le mani libere per poter reggere eventualmente la cartina, oppure adoperarle come ulteriore punto d’appoggio o per brevi arrampicate.
Ora puntualizziamo ciò che andrebbe messo nella borsa di un fotografo, ricordandoci di caricare solo il necessario, soprattutto se dobbiamo affrontare lunghi percorsi a piedi.
Questo è l’equipaggiamento consigliato sia se relativo alla singola giornata, oppure per chi vuole affrontare più giornate:
– In giornata: corpo macchina, obiettivi, treppiedi, filtri (ND graduati/polarizzatori), la custodia per i filtri, panni per gli obiettivi, comando a distanza, scorta di batterie, schede di memoria, blocknote e penna per eventuali appunti, carte geografiche e compasso/GPS, torcia frontale, kit di pronto soccorso, cellulare, riflettore,
– Se più giorni: ricarica batterie, ricarica per il cellulare, portatile o diverso supporto per l’archiviazione, acqua o bottiglia di plastica, sveglia, tenda o eventuale sacco a pelo, abiti per il cambio.
Ricordiamoci di organizzare tutta la strumentazione in modo ordinato e di facile accesso all’interno della borsa definiti secondo le nostre priorità, questo ci faciliterà il lavoro.
Quando decidiamo di affrontare un escursione non può mancare anche l’uso del treppiedi, questo strumento ci viene incontro evitando do ottenere immagini mosse, e ci sono anche alcune cose che dobbiamo considerare per l’uso corretto dello strumento.
Assicuriamoci che i piedi siano ben estesi e la colonna centrale perfettamente verticale, se il suolo ha una superficie irregolare, allora regoliamo l’estensione dei piedi finchè questa non sia perfettamente in linea, inoltre se la superficie lo consente spingiamo il treppiedi verso il basso in modo da fissarlo nel terreno, questo lo renderà ancora più stabile.
La colonna centrale dovrà essere alzata solo come ultima risorsa o se veramente necessario, perchè così facendo renderemo il treppiedi meno stabile per via del centro di gravità, inoltre stiamo attenti a non impigliarci e a non urtare lo strumento.
Inoltre evitiamo l’uso del pentaspecchio nelle DSRL adoperando il blocco di questa funzione, così eviteremo ulteriori vibrazioni nella fase di scatto, inoltre evitiamo di premere direttamente il pulsante di scatto, quindi adoperiamo un metodo di autoscatto, oppure adoperiamo un comando a distanza come un telecomando o uno smartphone connesso attraverso un sistema Wifi.
Possiamo operare anche manualmente, questo quando l’uso del treppiedi non sia possibilie in determinate circostanze, quindi se saremo costretti a chiudere di più i diaframmi automaticamente dovremo aumentare i tempi, quindi il rischio di ottenere immagini mosse mediante eventuali vibrazioni sarà elevato.
Vi è un metodo per testare tale stabilità, questa consiste nel prendere una torcia da fissare al nostro corpo macchina, e dopo averla accesa puntiamo il fascio di luce verso una parete buia, se questo ondeggerà visibilmente allora la nostra presa non sarà molto ferma, ma il segreto sta nel assumere o avere una postura corretta, per esempio quando siamo in piedi posizioniamo i piedi mantenendo la stessa larghezza delle spalle e manteniamo i gomiti vicini ai fianchi, questo ci consentirà di avere maggiore stabilità, poi impugniamo la fotocamera con la nostra mano destra, mentre la sinistra va posta sotto l’obiettivo ed inspiriamo ed espiriamo lentamente e prima di prendere aria premiamo dopo aver messo a fuoco premiamo fino in fondo il puslante di scatto.
Se decidiamo di scattare in ginocchio allora stabiliziamo il busto poggiando il gomito sul nostro ginocchio.
Comunque è fondamentale anche il tipo di soggetto che decidiamo di fotografare, per esempio se sono animali, come uccelli e insetti, questi avranno movimenti talmente continui e rapidi che rendono la cosa più complicata, a tal punto mantenersi a distanza mediante l’uso di un teleobiettivo può essere una soluzione più idonea, così la nostra presenza non infastidirà il soggetto in modo da evitare ulteriori movimenti inaspettati.

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