(L 33) RAPPRESENTARE I BAMBINI, DAI NEONATI AGLI ADOLESCENTI

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author image by Giuseppe | 0 Comments | 6 November 2018

Quando abbiamo a che fare con questo genere di scatti (fig. 143) dobbiamo cercare di superare due ostacoli principali, primo è la diffidenza con il bambino, secondo, le preoccupazioni dei genitori, del tipo, se le foto non mi piaceranno?, oppure, se il tempo non accompagenra la seduta?, o ancora, se mio figlio non è a suo agio o non sorriderà?, etc.
Quindi dobbiamo riuscire a rompere il ghiaccio e creare una situazione o atmosfera rilassante, inziando con il tranquilizzare i genitori, inoltre facciamogli presente che stiamo ricercando elementi particolari negli scatti, di conseguenza devono lasciarci liberi di trovare o avere cura dei dettagli e ventualmente se devono intervenire per sistemare qualcosa, glie lo chiediamo.
Fondamentale è, come ho già detto, rompere il ghiaccio, quando la famiglia giunge sul posto invitiamoli ad un rinfresco così da organizzare la seduta senza fretta, di conseguenza potrebbe essere un modo per relazionarsi e creare una situazione più rilassante.
In questi frangenti cerchiamo di entrare in sintonia anche con il soggetto diretto, anzi se questo avanza anche delle richieste è meglio, perchè ci consentirà di cogliere alcune parti del suo carattere, quindi sia prima o durante la seduta è importante cogliere i segnali della sua personalità così da rendere migliori gli scatti.
Un errore da non fare mai sono i ricatti, loro capiscono quando la situazione e soggetta a determinate condizioni, quindi non cerchiamo di forzare il bambino a fare ciò che non vuole, piuttosto cerchiamo di capire ciò che gli interessa rendendolo partecipe della seduta.
Quando siamo in seduta cerchiamo di trovare elementi piacevoli nel soggetto e mostriamo sentimenti positivi nei suoi confronti, infatti se ci poniamo già dall’inizio con un attegiamento pessimo, o ci siamo fatti un’idea negativa del soggetto, questo non farà altro che rendere la seduta più complicata, anzi vi ricordo che sia il bambino che i genitori capteranno questi nostri segnali.
Comunque quando lavoriamo con i bambini non esistono regole rigide o manuali su come affrontare determinate situazioni, anche perchè ognuna di questa sarà differente, avremo bambini più timidi o bambini che in quella stessa situazione si sentirà più a suo agio, etc.
L’unica cosa è, che esistono delle linee guida che sono più indicate per ogni singola fascia di età, ma sono solo dei suggerimenti, e un’altra cosa da ricordare è, che dati i tempi in cui viviamo è sempre meglio che vi siano presenti i genitori per tutto il tempo della seduta, e chiediamo sempre il consenso dei genitori nel fotografare un bambino o un adolescente, così eviteremo strane idee o attegiamenti sospetti da parte degl’altri.
Quando lavoriamo con i neonati possiamo lavorare più in tranquillità, visto che nelle prime settimane di vita è più facile che dormono sereni (fig. 144).
Ma prima di iniziare assicuriamoci che abbia soddisfatto tutti i suoi bisogni, inoltre se troppo piccolo potrebbe non aver preso ancora il ritmo del sonno, invece se più grandicello potrebbe fare un po di resistenza quando lo mettiamo in posa.
Un’altra cosa di cui dobbiamo assicurarci è la temperatura, che dovrà essere di 30 gradi, soprattutto se decidiamo di lavorare con il bambino senza indumenti, inoltre data la tenera età, saremo costretti a lavorare in spazi o ambienti chiusi.

143 Ritratto di un bambino

144 Neonato nelle prime settimane di vita

Per questo possiamo adoperare cuscini o puffi per avere superfici morbide ricoperti da ampi panni morbidi, e utilizzando sfondi colorati, aggiungeremo maggior interesse alla scena, inoltre evitiamo motivi troppo fantasiosi perchè potrebbero essere elementi di forte distrazione.
Possiamo giocare anche con l’angolazione della luce per proporre diversi scatti, oppure possiamo concentrare la nostra attenzione su alcuni particolari, per esempio la mano del genitore che stringe quella del bambino per evidenziare il legame e le proporzioni.
Con i soggetti più grandicelli, oltre i due mesi di vita, saremo limitati nelle pose, questo perchè i loro muscoli non sono ancora formati, soprattutto quelli del collo, che non reggeranno ancora il peso della testa.
Anche qui adoperaimo tessuti e colori diversi dove sarà appoggiato il piccolo, e un buon metodo può essere anche quello di cooperare con il genitore nelle vicinanze per ricorrere a suoni o faccine per provocare nel bambino delle reazioni.
Un momento ideale per i ritratti con i bambini, è nel periodo tra i 5 e i 10 mesi, perchè avendo i muscoli più formati riusciranno a mantenersi seduti o a gattonare senza riuscire ad andare in giro.
Quindi la varietà di pose saranno più ampie, inoltre la prima cosa importante è la sicurezza del bambino, stiamo attenti al fatto che può rotolarsi e gattonare con i genitori sempre li vicino, inoltre chiediamo a loro cosa piace o cosa fa sorridere il bambino, un’altra possibilità è quella di poter lavorare anche in ambienti esterni.
Con i bambini dai 3 anni in su la cosa si fa più interessante visto che passano la maggior parte del tempo all’insegna del gioco, di conseguenza nel nostro primo incontro chiediamogli cosa gli piace fare, oppure se è timido, rivolgiamoci ai genitori, e solo dopo che il soggetto si sentirà tranquillo possiamo pensare di adoperare la fotocamera.
In questa fascia di età i bambini corrono spesso, in questo modo possiamo realizzare scatti corrono verso di noi (fig. 145), oppure un ‘altra soluzione può essere quella di metterci al loro stesso livello e scherzando con loro possiamo guadagnarci alcuni sorrisi o espressioni buffe.
Una cosa da tener presente è che non bisogna mai forzare il bambino, infatti questa è una fascia di età dove i sentimenti sono spontanei, inoltre se il bambino sarà stato di buon umore per circa il 30-40% della seduta, avremo fatto già un lavoro soddisfacente, senza dimenticare di spezzare la seduta con intervalli di 10 minuti all’insegna del divertimento o dello svago.
Il tempismo per questi tipi di ritratti è fondamentale e facciamoci dire quando il bambino fa il suo sonnellino quotidiano, così da poter programmare al meglio la seduta, e se dovesse essere malato, allora sarebbe anche meglio rimandare la seduta a giorni migliori.
Nella fascia di età oltre i 3 anni fino ai 10-12 dobbiamo riuscire a trovare un certo equilibrio tra la loro vitalità e il controllo della situazione.
Una cosa fondamentale è chiedere al bambino cosa gli piace e scoprire i loro interessi, praticamente dobbiamo diventare un po bambini anche noi, una volta che il soggetto è a suo agio, possiamo pensare a qualche soluzione per stimolarlo, inoltre data la fascia di età, questi saranno molto movimentati, ed è buono, perchè potremo cogliere una serie di espressioni diverse.
Alcuni non vorranno essere trattati da bambini ma piuttosto da adolescenti, di conseguenza dovremo cambiare metro di valutazione o di approccio.
Proprio in quest’utlima fase, cioè l’adolescenza (fig. 146), possiamo ricevere una forte spinta creativa, che sarà positia per la riuscita del nostro lavoro.

145 Bambino che corre verso di noi

146 Adolescente (dai 13 anni in su)

Questa è un’età un po particolare perchè da un lato vi sono i genitori che vorrebbero vederli rappresentati nelle loro tipiche vesti adolescenziali, mentre dall’altra vi sono i ragazzi che non vorrebbero sentirsi trattati da bambini.
Quindi è fondamentale trovare un compromesso è rassicurare il genitore facendogli capire che questa è una fase dove il ragazzo o la ragazza è alla ricerca di una propria identità.
Un’altra soluzione può essere quella di far capire che gli scatti non sono infiniti, quindi realizzeremo prima un paio di scatti con la famiglia, e poi possiamo concentrarci unicamente su di lui o lei.
Un fattore fondamentale è l’autostima in quella fascia di età, quindi cerchiamo sempre di rassicurare il soggetto con commenti positivi, inoltre evitiamo lunghi momenti di silenzio, così aboliremo ogni barriera del dubbio che potrebbero affiorare nel ragazzo/a.

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