Regole consolidate

Partiamo con il presupposto che in ogni cosa c’è bisogno di regole, queste servono a regolamentare gli aspetti della comunicazione, come nel caso del visual design, i margini del foglio da mantenere, la grandezza dei caratteri, etc.
Queste regole sono figlie della storia, infatti già dall’antica Grecia e da Aristotele, le figure e le scritture erano considerate come elementi non comunicanti, perché la pittura era considerata la rappresentazione del visibile, mentre la scrittura era considerata la rappresentazione della parola, una strutturazione sempre più evidente nel corso degli anni.
Mentre in oriente il disegno si fa molto sintetico diventando anche scrittura a vantaggio della rapidità nella rappresentazione, diventando quasi una cosa sola, invece in occidente, soprattutto l’arte rinascimentale, il segno è diventato più intenso dando vita a realizzazioni molto più lente, che in molti casi richiedevano anche anni.
In parallelo avanza anche la scrittura, diventando sempre più rapida, soprattutto grazie ai processi tipografici, diventando sempre più piccoli e occupando maggior posto all’interno di una stessa riga di testo.
Questo processo di separazione sarà maggiormente evidenziato con la pittura realista dell’Ottocento e grazie anche alla fotografia, mentre nel Novecento, con il futurismo si avranno nuove fusioni dettate dalla rivoluzione della grafica pubblicitaria, mentre altre correnti si affideranno sempre alla pura pittura.
Ancora oggi questo dualismo è evidente, per esempio già all’interno delle scuole elementari e ancor prima, si insegna ai bambini come scrivere stando attenti ad eventuali errori grammaticali, cosa che non succede quando disegnano, dove tale esperienza è vissuta piuttosto come un semplice atto creativo.
Ma tale modo di vedere non è corretto, perché il disegno è anche esso comunicazione, quindi non essendo istruito può portare il talentuoso o colui che è predisposto, ad una privazione.
Comunque anche nel lessico esistono le immagini, per esempio la matematica adopera dei simboli, come anche le matrici, oppure eventuali schemi, etc, quindi il disegno o le immagini possono essere molte cose, mostrando confini poco definiti.
Comunemente le immagini hanno la caratteristica di comunicare in modo più immediato rispetto ad altri metodi, inoltre queste mantengono un forte legame di somiglianza con ciò che ci circonda, infatti le raffigurazioni vengono impresse sulla retina e l’immagine diviene una rappresentazione piatta che poi è elaborata dal cervello in modo simile.
E altre parti del nostro cervello devono essere d’accordo nell’identificare questa immagine strettamente legata alla realtà, conferendole lo stato di immagine realistica, un processo che è alla base delle regole di somiglianza.
In passato vi sono state realizzazioni talmente ingannevoli che gli stessi uccelli finivano con il beccare dell’uva dipinta, quindi questo è un pregio fondamentale per l’immagine, ma comunque non va sottovalutato il potere espressivo delle parole.
Per esempio l’alfabeto (fig. 01) ha la caratteristica di mescolare suoni e segni, una caratteristica che di certo l’ha portata alla separazione dalle immagini, lo stesso Aristotele affermava che la scrittura traduce in segno i movimenti dell’anima, inoltre Ferdinand de Saussure, fondatore della linguistica novecentesca, che il suo fondamento è tradurre in segni i suoni del parlato.
La scrittura è piena di segni, virgole, punti e virgola, punti, doppie virgole, neretti, apostrofi, corsivi, esponenti, etc, elementi che non hanno nulla da condividere con il parlato, eppure eccoli come parte integrante del testo, differenti invece dalle tipiche pagine web moderne, che non è avvertita come un sistema di lettura lineare, cosa che invece sentiremmo leggendo un romanzo, piuttosto viene vista come una pagina su cui navigare.
Un altro rapporto importante tra segno e carattere lo abbiamo con i fumetti (fig. 02), dove tutto si riduce al tratto e le parole sono poste all’interno di apposite vignette.

01

02

Tutto qui è tratto, il disegno, le scie, le vignette, il fumo della sigaretta, etc, dove il tratto più deciso serve a mettere in risalto le immagini in primo piano, cosa che in vece nei caratteri sta ad indicare uno stato di enfasi, cioè solenne.
Gli stessi software moderni sembrano dare conferma di queste pratiche, infatti al suo interno abbiamo sezioni o strumenti che ci consentono di comporre sia testi che immagini, anche lo stesso facebook, allo stesso modo offre tale soluzione, quindi per farla breve i software hanno assecondato regole millenarie, basandosi su pregresse idee culturali.
Stessa cosa anche nel packaging, dove da un lato abbiamo l’immagine del cibo succulento e dall’altra abbiamo bisogno del testo che ci indichi il prezzo del prodotto.

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