(H 71) Richiard Avedon

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author image by Giuseppe | 0 Comments | 2 May 2018

Richard Avedon (New York, 15 maggio 1923 – San Antonio, 1º ottobre 2004, fig. 638) fu un ritrattista ma soprattutto un fotografo e da piccolo lavorerà con il padre all’interno della sua attività commerciale legato al mondo della moda, poi inizierà a prendere fiducia con il mezzo fotografico, incominciando con la sorella minore Louise (fig. 639), poi nel 1940 sotto l’influenza dello stile di Martin Munkacsi (fig. 640) realizzerà anche immagini sulla madre e su sua cugina.
Nel 1942 si arruolerà nella marina mercantile dopo aver studiato insieme allo scultore Ossip Zadkine (fig. 641), impeigato come fotografo per le autopsie e le identità, attirando l’interesse di Brodovitch (fig. 642) che dopo lgli permetterà l’accesso all’interno della rivista Harper’s Bazaar.
Verso la fine dei conflitti mondiali in Europa, comincerà a viaggiare insieme a sua moglie, la modella Doe, celebri sono le immagini che realizzerà nel 1946 a Roma (fig. 643) e quelle scattate in Sicilia (fig. 644) che richiamano al suo concetto di vuoto, un ongrediente fondamentale della sua fotografia.
Nel 1949 fu oggetto di scandalo in America, almeno per quella parte diciamo puritana, per via delle sue prime immagini realizzate per la rivista Theatre Arts, immagini che raffiguravano la gente di teatro (fig. 645).

638 Richard Avedon

639 Sorella Louise

640 Martin Munkacsi

641 Ossip Zadkine

642 Alexey Brodovitch

643 Strada di Roma, 1946

644 Immagine a Palermo, Sicilia

645 Theatre Arts, 1949

Nello stesso anno lavorerà anche per la rivista Life, anche se questo sarà un lavoro in cui lui non si sentirà convinto di questo, dovuto anche al fatto che non amava molto il fotogiornalismo, infatti poi si tirerà indietro anche perché avrebbe dovuto chiedere il permesso ai fotografi per le immagini da catturare, anche se il lavoro che realizzò all’epoca venne riproposto con successo circa cinquant’anni dopo.
Importanti saranno le immagini del 1963, dove alcune persone poseranno su sua richiesta con in mano il giornale raffigurante la morte del presidente Kennedy (fig. 646).
Nel 1959 sarà pubblicato il suo primo libro Observation (fig. 647), realizzato in collaborazione con Brodovitch con una realizzazione grafica molto elegante in caratteri Bodoni.
Qui sono racchiusi i ritratti di gente famosa dell’epoca, a volte ritratti anche in pose diverse, poi nel 1964 pubblicherà anche un’altro libro dal titolo Nothing Personal insieme a Marvin Israel (fig. 648), successore di Brodovitch, e stampato dallo svizzero J.C Bucher, dove racconta con un pizzico di ironia le vicissitudini del mondo, buone e cattive o fuori dal comune.
In questo contesto realizzerà una delle immagini più famose e di impatto e con tono cirtico rivolto contro la società americana, I generali della Daughters of American Revolution (fig. 650).

646 New York, November 22, 1963

647 Observation

648 Marvin Israel

650 I generali della Daughters of American Revolution

Stesso timbro assumono anche le immagini scattate presso il manicomio di Jackson in Louisiana (fig. 651 e 652) in formato 6 per 6, anche se dopo passera al formato della Rolleiflex 8 per 10 pollici.
Nel 1962 esporra i suoi lavori in una mostra personale presso lo Smithsonian Gallery, dove le sue immagini risulteranno poste su formati molto grandi, alcune addirittura poste appena fuori dalle cornici.
In eguito andrà in Vietnam, un’esperienza poco piacevole per i suoi occhi, poi darà vita ad un’altra grande opera nel 1979, che riguarda ritratti legati a barboni, gente comune e di razze e costumi diversi del West americano(fig. 653 e 654).
Lui realizzerà immagini di grande impatto, inoltre la tecnica sarà il suo strumento al servizio delle sue immagini, come nell’esempio del collage fotografico di Audrey Hepburn (fig. 655), raffigurato con un collo lunghissimo con un pizzico di ironia medievale che trova ispirazione dalle torri di Gaudì e da Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll.
Tra le sue ultime raccolte di immagini ricordiamo il suo lavoro lungo le mura di Berlino (fig. 656) e dalla metà degli anni ’90 lavorerà con il movimento, inoltre sarà importante anche la fotografia di moda (fig. 657 e fig. 658), modelli fotografati per strada che diventano protagonisti, e che sono in diverse occasioni affiancati da ambientazioni, come di notte, oppure sotto la pioggia, tra la gente, etc, dove sembra aver subito l’influsso dell’opera di Ernst Lubitsch (fig. 659) e la visione dei film di Carl Dreyer (fig. 660), Giovanna d’Arco del 1928.
In lui c’è anche un certo attaccamento alla fotografia del genere paparazzi, che applicherà soprattutto nel mondo della moda.

651 Jackson Mental Hospital

652 Jackson Mental Hospital

653 Joe Butler in the American West, 1979

654 Ronald Fischer apicolotore, Davis, California, 1981

655 Audrey Hepburn, New York, 1967

656 Le mura di Berlino

657 Veruschka Von Lehndorff

658 Gia Carangi, 1981

659 Ernst Lubitsch

660 Carl Theodor Dreyer

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