Riconsiderazione della tipografia

Gli anni Ottanta furono importanti nel settore della progettazione grafica, questo perché si affermarono i primi personal computer da parte di IBM (fig. 01) e l’immissione nel mercato dei computer Macintosh (fig. 02) nel 1984, che simulavano al loro interno l’ambiente di lavoro grafico.
Successivamente vennero messi a disposizione anche software adatti all’attività grafica, che permisero anche a diverse ditte di caratteri di trasferire tutto il lavoro sul digitale, come la ITC (fig. 03), la Adobe Systems (fig. 04), Bitstream che ebbe tra i fondatori il disegnatore di caratteri inglese Matthew Carter (fig. 05), Emigre (fig. 06), riuscendo anche a recuperare gran parte dei caratteri tipografici classici.
La facilità che il digitale ha permesso con l’interpretazione di molti alfabeti esistenti permise anche la realizzazione di nuove famiglie di caratteri, che spuntavano fuori molte volte, dalla produzione di logotipi, immagini coordinate e manifesti.
Tra i designer di spicco di questo periodo, fu il direttore artistico e disegnatore di caratteri britannico Neville Brody (fig. 07), dove presenta nei suoi lavori un richiamo agli stili della prima metà del XX secolo, conferendo anche un forte segno visivo che risulta molto più dinamico nella sua creazione di caratteri.

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Altra grande personalità nell’ambito dei caratteri digitali sarà quella del graphic design tedesco Wolfgang Weingart (fig. 07) che possiamo considerare il rappresentante della New Wave, cioè nuova ondata.
Lui studiò in Svizzera e insegnò in Basilea, cercando di rinnovare la tradizione moderna in ambito tipografico, evidenziando strutture molto dinamiche sulla visione dei testi, e durante gli anni Settanta ampliò il suo raggio d’azione legandosi ad una sperimentazione tecnica intrecciando la tipografia con l’immagine fotografica.
Queste nuovi sviluppi si affermarono con forza nell’ambiente statunitense ispirando personaggi come Daniel Friedman (fig. 08) e April Greiman (fig. 09) e all’esperienza post moderna.
Friedman studiò a Basilea e seguì gli insegnamenti della lezione di Weingart nel rinnovamento tipografico, mostrando una grafica tipicizzata da una forte espressività mediante l’uso di tecniche varie, conferendo all’immagine dinamismo, complessità e forme multiple.
Invece Greiman lavorò a Los Angeles dove cercò di fondere la lezione del maestro Weingart con l’esperienza dell’West Coast, mostrando un forte post modernismo sperimentale, sfruttando fino in fondo la tecnica di sovrapposizione e contaminazione delle immagini e della tipografia dando vita ad una comunicazione complessa che racchiude anche l’aspetto informatico e video.
Nel 1982 fu anche incaricata di guidare un programma di comunicazione visiva presso il California Institute of Arts, permettendoli di sperimentare le tecnologie televisive digitali, portando la grafica su uno spazio tridimensionale permettendo l’interazione con elementi fotografici e tipografici portati ai massimi livelli comunicativi.
In questo periodo va menzionata anche l’Accademia statunitense d’Arte di Cranbrook, con la lezione esemplare della graphic designer statunitense Katherine McCoy (fig. 10), che nel settore dei linguaggi ruppero i soliti principi giungendo ad una destrutturazione della pagina.
Sotto il suo insegnamento vennero fuori diversi studenti che si affermarono a livelli internazionali, come il graphic design statunitense Edward Fella (fig. 11), David Frei e la graphic designer Allen Hori (fig. 12).

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