Secondo Futurismo e Fortunato Depero

Fortunato Depero (Fondo, 30 marzo 1892 – Rovereto, 29 novembre 1960, fig. 01) fu un pittore, scultore e designer italiano e futurista legandosi all’arte della pubblicità, considerata la nuova arte della modernità, cosa che lui affermerà nel suo Manifesto dell’arte pubblicitaria del 1932.
Dopo aver affrontato gli studi presso l’istituto tecnico e di arti applicate, Scuola Reale Elisabetta di Rovereto, nel 1908 non riuscirà a passare l’esame di ammissione presso l’Accademia di Belle Arti di Vienna, rientrando in Italia lavorerà presso un marmista di Rovereto.
Nel 1914 avrà dei contatti con i futuristi come lo scrittore, poeta e pittore Francesco Cangiullo (fig. 02), il pittore, scultore e scenografo Giacomo Balla (fig. 03) e lo scrittore, poeta e drammaturgo Filippo Tommaso Marinetti (fig. 04), dandogli la spinta verso la carriera pittorica e lo porteranno a cnoscenza delle nuove correnti artistiche come il dadaismo, il costruttivismo e il neoplasticismo olandese.
Nel 1917 avrà un incontro con l’impresario teatrale russo Sergej Pavlovič Djagilev (fig. 05) che porterà in Europa i Balletti Russi e che visiterà il suo studio romonao insieme al coreografo e ballerino statunitense Léonide Massine (fig. 06) e il pittore e scenografo russo Michail Fedorovic Larionov (fig. 07).

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In ambito grafico, Depero darà vita già dal 1920, ad una serie di primi manifesti per l’agenzia Le Tre I di Milano, poi nel 1925 prenderà parte all’Exposition Internationale des Arts Décoratifs di Parigi insieme al pittore, scultore e scenografo Enrico Prampolini (fig. 08) e l’artista Giacomo Balla, e nel 1926 esporrà il dipinto Squisito al selz (fig. 09) dedicato a Campari per cui realizzerà anche diversi manifesti.
Depero sarà il massimo interprete della Davide Campari (fig. 10) con cui lavorerà per diverso tempo anche se nel 1927 si trasferirà a New York ospitato da un suo amico italiano, dove cercherà di lanciare il suo studio proponendosi non solo come pittore, ma anche come progettista pubblicitario, scenografo e allestitore.
Nel 1929 avrà la possibilità di allestire una mostra completamente dedicata all’arte della pubblicità presso l’Adversiting Club, e sarà proprio grazie a questo episodio che l’agenzia Barton, Durstine e Osborn gli commissioneranno una campagna pubblicitaria per l’American Lead Pencil Company (fig. 11).
Il suo modo di lavorare si legherà al forte uso delle diagonali, conferedo alle immagini un forte dinamismo, l’uso di parallelepipedi a incastro nella composizione, i contrasti tra bianchi e neri e l’uso dei rossi per rendere più forte il valore bitonale, inoltre lui sarà anche molto attento all’uso del lettering e alle costruzioni figurative mostrando sempre un orientamento costruttivista.
Anche se la scena dell’epoca vide l’affermazione della grafica di Cassandre, con Depero vi fu una parte della grafica che risentì della sua influenza, uno stile fortemente futurista dal segno forte e deciso e composto da un mondo iconico.
Comunque oltre a Depero e grazie anche allo spirito imprenditoriale di Davide Campari, vi furono anche altre realizzazioni grafiche che fanno capolino al nome del desinger, architetto, pittore e pubblicitario italiano Marcello Nizzoli (fig. 12).

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I suoi lavori si legano molto alla salvaguardia dello stile pittorico, come nel manifesto Bottiglia di Bitter su cabaret (fig. 13) del 1931, un opera che sembra richiamare alle nature morte del pittore post-impressionista francese Paul Cézanne (fig. 14) e al cubismo e futurismo.
Inoltre proprio con Campari lui riuscirà ad esprimere il meglio della sua maestria in ambito pittorico e successivamente si legherà all’aspetto razionalista che lo porterà alla serie di lavori nel settore del disegno indistriale per Olivetti (fig. 15).
Vi saranno in questi anni altri casi esemplari e unici forniti mediante i modelli di Depero, come quello per l’acqua Giommi (fig. 16) realizzato dall’imprenditore stesso, che fu molto apprezzato nell’ambito dell’Italia contemporanea.

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