(L 08) TEMPI E ISO

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author image by Giuseppe | 0 Comments | 5 November 2018

Quando parliamo di velocità allora ci riferiamo alla velocità di apertura e chiusura dell’otturatore (fig. 41), pensiamo a questo elemento come alla nostra palpebra dell’occhio.
Più tale movimento di apertura e chiusura sarà rapido, più sarà possibile catturare o congelare il movimento (fig. 42), viceversa avremo il verificarsi dell’elemento sfocato (fig. 43).
Ogni fotocamera dispone di una gamma che va da 1/2000 sec. fino a 30 sec., senza dimenticare la modalità Bulb (B), che consente di gestire anche tempi più lunghi dei 30 sec.
Quando lavoriamo con tempi bassi dobbiamo fare anche attenzione ai movimenti della fotocamera, perchè questi possono generare lo sfocato o dare vita anche al micromosso.
Lo sfocato può dipendere da diversi fattori, il tremolio dovuto ad un discorso fisiologico e naturale quando teniamo la fotocamera tra le mani, infatti ci sono persone che tremano di meno ed altre di più.
Anche la lunghezza focale è un altro fattore che determina le vibrazioni, infatti un diaframma aperto renderà più evidenti le vibrazioni.
Comunque un modo per limitare questo fattore è la regola della reciprocità, cioè la velocità di otturazione deve essere uguale o maggiore della lunghezza focale, per esempio se abbiamo un 85mm allora dovremo utilizzare una velocità pari a 1/85 sec.
Inoltre possiamo anche provare a scattare la nostra scena con diversi tempi impostati, in modo da valutare i limiti possibili consentiti dalla nostra fotocamera, e se questa e l’obiettivo sono anche dotati di stabilizzatore dell’immagine, allora sarà possibile aumentare la velocità di 3-4 stop.

41 Otturatore

42 Movimento congelato

41 Otturatore

Ultima analisi riguarda la modalità che possiamo selezionare sulla nostra fotocamera definita Priorità di tempo o Shutter priority, che su alcune fotocamere è indicata sulla ghiera con S mentre su Canon è indicata con TV, cioè time velocity (fig. 44 e 45).
Un altro elemento fondamentale che determina la buona riuscita del nostro scatto fotografico sono gli ISO (International Standard of Organization).
In origine questi si basavano sulla diversità delle pellicole, vi erano quelle ISO 100, quelle ISO 400, etc, più questo valore era basso e meno sensibile alla luce era questa, la stessa cosa si può dire per gli ISO presenti nelle attuali DSRL.
Questi si attivano mediante un pulsante ISO presente sulla fotocamera e poi basterà ruotare la ghiera del controllo principale per variare o selezionare i seguenti valori, che in genere partono da 100 e raddoppiare passo passo, quindi 200, 400, 800, 1600, 3200, etc.
Però quando lavoriamo con questi dati dobbiamo fare attenzione al rumore generato con l’aumentare degli ISO.
Il rumore è come un pulviscolo, tipo grana pellicola, e si distingue in rumore di luminanza e rumore di crominanza o cromatico, il primo mostra delle aree dell’immagine che sembrano macchie, l’altra invece mostra zone che non hanno un tono cromatico uniforme.
Un modo per vedere o conoscere i limiti e la sensibilità del nostro sensore in tal senso è quello di testare questi valori sulla nostra scena, e notare quando il rumore inizia ad essere visibile.

44 Modalità S

45 Modalità Tv

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