(H 49) Tina Modotti

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author image by Giuseppe | 0 Comments | 8 April 2018

Assunta Adelaide Luigia Modotti Mondini, detta semplicmente Tina Modotti (Udine, 17 agosto 1896 – Città del Messico, 5 gennaio 1942, fig. 411) nasce a Udine da una famiglia con idee socialiste, e dopo diverse problematiche riesce nel 1913, a raggiungere il padre e la sorella a San Francisco in California.
Qui lavorerà come sarta inzialmente e frequenterà ambienti molto diversi da quelli a cui lei era abituata e nel 1917 conoscerà il poeta e pittore Roubaix de l’Abrie Richey (fig. 412), che poi diventerà suo marito trasferendosi a Los Angeles.
Qui loro frequenteranno abitualmente ambienti legati al mondo intellettuale e dell’arte e nel 1920, lei sarà l’interprete di un film presso Hollywood, The Tiger’s Coat, comunque decideranno di trasferirsi in Messico anche se il marito morirà per via del vaiolo.
Nel 1923 avrà un nuovo compagno, Edward Weston (fig. 413) che determinerà il suo incontro con il mondo della fotografia, anche se lei creerà un linguaggio del tutto suo rispetto a quello di Weston.
Le sue prime immagini risalgono al 1924 e rappresentano fiori e piante, calle, cactus (fig. 414 e 415), realizzati con intensa osservazione.

411 Tina Modotti

412 Roubaix de l'Abrie Richey

413 Edward Weston

414 Fiori, senza titolo

415 Cactus, senza titolo

Nel 1925 il rapporto con suo marito Weston va alla deriva e si interesserà in modo molto intenso alla politica modificando la sua fotografia.
Le sue immagini mostrano un gioco starordinario fatto di ombre e luci mostrando anche molta eleganza e rappresentando i paesaggi, architetture, interni, etc (fig. 416), ricordiamo per esempio Serbatoio n.1 del 1926, oppure Edificio puntellato del 1926, mentre le immagini datate dopo il 1930 e per i successivi tre anni, sono a sfondo politico e sociale, molto rappresentativa sarà Falce e Martello del 1927 (fig. 417) oppure uno still life sempre del 1927 (fig. 418).
Queste sono immagini che contemporaneamente mostrano drammaticità, eleganza e delicatezza, invece molto intense sono quelle che realizzerà per le dimostrazioni sindacali, le assmblee del partito, riunioni contadine, etc.
Molto belle saranno le fotografie delle mani dei braccianti, quelle delle donne dall’aspetto vissuto per via delle diverse maternità, etc (fig. 419).
Più tardi verrà espulsa dal Messico per via di un cambiamento della situazione politica e si trasferirà a Berlino dove lavorerà con una macchina fotografica di piccolo formato, poi si trasferirà a Mosca dove viveva il suo nuovo compagno Vittorio Vidali, dove sarà organizzata la sua ultima mostra presentata dal regista Sergej Ejzenstejn(fig. 420) che dopo andrà in Messico per girare Que viva Mexico!.
Succesivamente lei si troverà in Spagna dove entrerà nel Soccorso Rosso Internazionale mettendo completamente da parte la fotografia e dedicandosi alla rivoluzione in atto.
Morirà nel 1942 per via di un infarto in Città del Messico, all’interno di un taxi, dopo una cena presso l’abitazione di Hannes Mayer (fig. 421), architetto della Bauhaus, mentre la stava accompagnando verso casa.

416 Stadio di Città del Messico, 1926

417 Falce e Martello

418 Still life, Chitarra, falce e cartucce

419 Mani dei braccianti

420 Sergej Ejzenstejn

421 Hannes Mayer

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