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author image by Giuseppe | 0 Comments | 3 May 2018

Ugo Mulas (Pozzolengo, 28 agosto 1928 – Milano, 2 marzo 1973, fig. 708) non terminò mai gli studi in giurisprudenza e si iscrisse successivamente all’Accademia di Brera a Milano, dove segui alcuni corsi.
Durante gli anni cinquanta realizzerà delle fotografie nel settore della moda, di reportage e di pubblicità, strepitose sono le immagini che realizza a stampo sociale sugli emarginati e diseredati (fig. 754).
In questi anni lavorerà anche per alcune riviste tra cui, Vogue, Domus, l’Illustrazione Italiana, etc, anche se il suo interesse principale sarà l’arte, infatti lui riuscirà ad addentrarsi nelle profondità degli artisti riuscendo a cogliere il significato dei loro studi.
Mentre in Bresson vi era l’importanza dell’istantaneità, l’attimo, invece con Mulas prevale la consapevolezza, praticamente l’individuo sà di essere parte dell’immagine.
In questi anni si dedica a fotografare la biennale di Venezia, il palcoscenico per eccellenza del mondo dell’arte, ricordando l’immagine di Lucio Fontana raffigurato con il suo taglio sulla tela (fig. 755), dove risalta la sua volontà di oltrepassare lo spazio.
Poi si dedica al viaggio ricercando l’evoluzione dell’arte all’estero, infatti affronterà tre viaggi in America, il primo nel 1964, poi nel ’65 e infine nel ’67, realizzando immagini che raccontano gli sviluppi artistici della realtà newyorkese, e importante sarà anche l’avvicinamento alla fotografia di Lee Friedlander (fig. 756) e di Robert Frank (fig. 757).

753 Ugo Mulas

754 Emarginati

755 Lucio Fontana e il suo Taglio nella tela

756 Lee Friedlander

757 Robert Frank

Poi rientrerà in Italia interessandosi all’opera del Piccolo Teatro di Giorgio Strehler (fig. 758) a Milano, che in questi anni risultò essere molto all’vanguardia.
In questi anni incontrerà anche Marcel Duchamp (fig. 759) che lo portò verso una riflessione sul suo lavoro e sull’arte della fotografia, e a partire dal 1970 si ritroverà bloccato dentro casa per via di un cancro, infatti sarà proprio in questo periodo che lui si dedicherà alle Verifiche, praticamente una serie di riflessioni sulla fotografia.
La prima è dedicata al padre della fotografia, Nièpce, dove puntualizza il processo fotografico mentre nella seconda si concentra sulle operazioni.
La terza riguarda i tempi, in questo farà riferimento a Jannis Kounellis che usò i 36 fotogrammi che si ripetono proprio di Mulas presso la mostra Vitalità del negativo (fig. 760), dove si concentra sulla performance del tempo legata alle azioni di un pianista.
La quarta si concentra sull’uso della fotografia, dove si rifà a due ritratti del sovrano Vittorio Emanuele II (fig. 761) dello studio Alinari, dove apre una riflessione sul ruolo dell’immagine sulla realtà ufficiale, quella che noi leggiamo sui libri e sulla verità degli archivi, che rimane nei cassetti della storia.

758 Giorgio Strehler

759 Marcel Duchamp

760 Vitalità del negativo

761 Vittorio Emanuele II

La quinta e la sesta sono dedicate all’ingrandimento, ricordiamo Il cielo per Nini (fig. 762), dove l’immagine del cielo viene talmente ingrandita a tal punto da divenire irriconoscibile, un concetto che sembra anticipare il discorso sul pixel.
La settima verifica si concentra sul lavoro di laboratorio, dove prima si sviluppa e dopo si fissa l’immagine.
L’ottava vede al centro l’artista Davide Mosconi (fig. 763) suo amico, raffigurato mediante due obiettivi diversi, un grandangolo e un 300mm, e inoltre si concentra anche sul diaframma, sul sole e i tempi di prova (fig. 764), dove il protagonista è il sole stesso, ispirata da una pubblicazione di Talbot.
La nona si concentra su Arnaldo Pomodoro, anche se questa per tempo non sarà realizzata, una fotografia mancante.
Infine la decima dedicata a Man Ray (fig. 765), che mostra lui indivisibile dalla sua didascalia, una scirtta incorniciata nell’atrio ottocentesco della galleria Marconi a Milano, la frase è la seguente “Ca, c’est mon dernier tableau”.
L’ultima realizzata riguarda l’immagine della prima verifica sviluppata e posta sotto un vetro rotto, Fine della verifiche per Marcel Duchamp (fig. 766).
Il suo lavoro svolto soprattutto attraverso le verifiche, sarà fondamentale per la storia dell’arte contemporanea.

762 Il cielo per Nini

763 Davide Mosconi, obiettivo grandangolo e 300mm

764 Il sole, il diaframma e tempi di prova

765 Man Ray e la sua didascalia

766 Fine delle verifiche per Marcel Duchamp

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