(F 20) Un font può essere tedesco o ebraico?

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author image by Giuseppe | 0 Comments | 2 April 2018

Precedentemente abbiamo accennato all’enciclopedia dei font Encyclopedia of Type Faces ma esistono attualmente raccolte che risultano essere più enciclopediche, inoltre il più enciclopedico di tutti è proprio FontBook (fig. 156) un tomo giallo pubblicato da FontShop, un’agenzia creata nel 1988 per vendere caratteri digitali su floppy disk.
Questo è stato un autentico fenomeno di culto, infatti se cerchiamo anche su internet, troveremo una serie di collage di manifesti cinematografici, come, “Il Signore degli anelli”, oppure “Braveheart”, comunque una copia del volume si trova a Berlino, in uno scaffale dell’ufficio di Erik Spiekermann (fig. 157), cofondatore di FontShop.
Font Book sembra studiato proprio per venire incontro ai nostri gusti, presenta più di centomila caratteri provenienti da circa ottantuno fonderie suddivisi in categorie.
Al suo interno vi sono font dalla “funzionalità professionale” di sans serif come, il Meta (fig. 158), il Din (fig. 129 dell’articolo “Il font Akzindenz Grotesk“) e il Profile (fig. 159), oppure abbiamo quelli dalla “sensibilità moderna dei romani neotradizionali” come, lo Scala (fig. 160) e il Quadraat (fig. 161), la “novità scafata” di Hands e del Blur (fig. 162), etc.

156 Tomo giallo FontBook

157 Erik Spiekermann

158 Font Meta

159 Font Profile

160 Font Scala

161 Font Quadraat

162 Font Blur

Nella sezione display ci sono stranezze come il Kiddo Caps (fig. 163), il NOOD.less (fig. 164), oppure il BANANA.strip Regular (fig. 165).
Inoltre non poteva mancare tutta la raccolta dei font classici, tra cui, lacune creazioni dello stesso Spiekermann come, l’FF Meta (fig. 166), l’ITC Officina Sans (fig. 167), ITC Officina Serif e l’FF Info (fig. 168 e 169), inoltre ricordiamoci che ITC sta per International Tipeface Corporation, mentre FF sta per FontFont.
Questi sono caratteri che hanno contribuito a definire il volto della città natale di Spiekermann e i suoi caratteri abbelliscono la rete Berlin Transit e la ferrovia nazionale Deutsche Bahn, mentre a pochi passi dal suo ufficio sorge la Phiharmonie, sede della Filarmonica di Berlino con cui Spiekermann collaborò nella realizzazione del Brand.
Inoltre lui mostra numerose lamentele nei confronti delle sue creazioni per via delle modifiche apportate nel tempo, infatti afferma che “hanno incasinato tutto appena li si è presentata l’opportunità” .
Lui sembra non amare nemmeno i nuovi manifesti, preferendo quelli iniziali che aveva proposto all’inizio con immagini di paesaggi.
Usò anche le font con cui ha definito l’identità aziendale di Nokia, Bosh, Sky TV e Audi.
Il suo pensiero non è quello di uno che afferma prendendo un giornale, “Che bella font”, ma dica, “Che bell’articolo”.
Continua affermando, io non disegno le note, quello è il compito degli scrittori, ma mi occupo del suono, un suono che deve essere leggibile.
Per le ferrovie tedesche Spiekermann e il suo team hanno creato una famiglia di font che contenesse sia lettere di matrice cubitale, sia lettere più piccole possibilmente da utilizzare per il menù del ristorante, e qui lui ha dovuto rendere necessario un’ulteriore distinzione, praticamente le liste dei vini risultano diverse da quelli degli snack, nel primo caso risulta più pregiato scegliendo un carattere romano, mentre nel secondo la scelta è caduta su un sans serif.
Attualmente Spiekermann risulta essere meno fanatico, fattore forse dipeso dall’età, inoltre durante la sua infanzia mentre gli altri ragazzi si accingevano a giocare con le lego, lui invece preferiva famigliarizzare con il Futura e il Gill Sans.
Le sue prime realizzazioni risalgono al periodo in cui lavorava come tipografo a Londra, chiedendo consigli ai suoi idoli, come, Matthew Carter, Adrian Frutigier e Gunter Gerhard Lange.
Lui tiene anche un corso a Berlino, insegnando agli alunni che i font possono essere troppo asettiche, perché in epoca passata quando questi erno incisi su metallo si avvertiva un certo calore, un grado di umanità che veniva fuori dalla stampa definitiva, ora invece bisogna aggiungere calore alle lettere, ma non è possibile farlo con la stampa, calore che lui aggiunge nel raggiungimento di una font prefetta.
Spiekermann richiama all’esempio del suo Meta, lo spessore è ovunque e niente è identico, resistendo a qualsiasi tentativo di pulizia tecnica, perché così facendo diventerebbe un qualcosa di meccanico.
Oltre a Berlino, possiede anche uffici a Londra e San Francisco, e tra uno spostamento e l’altro osserva i caratteri che definiscono l’aspetto delle città e della nazione.

163 Font Kiddo Caps

164 Font NOOD.less

165 Font Banana.strip Regular

166 Font FF Meta

167 Font ITC Officina Sans

168 Font ITC Officina Serif

169 Font FF Info

Nota le influenze geometriche della Bauhaus sul carattere sans serif tedesco Futura, oppure lo stile vittoriano della Gran Bretagna sui caratteri romani, senza escludere considerazioni di natura commerciale, per esempio gli inglesi hanno definito l’aspetto delle confezioni di Tè, mentre i francesi hanno definito l’aspetto dei profumi, gli italiani la moda, i tedeschi le automobili.
Spiekermann è cresciuto scrivendo e leggendo i due caratteri tedeschi, l’antico gotico tedesco e il carattere romano creando un dualismo che vede una relazione confusa.
Il gotico antico venne usato per la prima volta da Gutenberg dando vita a diverse forme con piccole variazioni, Textura (fig. 35 dell’articolo “Uso corretto dei font“), Bastarda (fig. 170), Cursiva, Schwabacher (fig. 171) e il Fraktur (fig. 117 dell’articolo “”) anche se queste scomparvero con la comparsa delle lettere romane nel corso del sedicesimo secolo.
Attualmente vengono adoperati per celebrare una tradizione, specialmente sulle birre Pilsener, autentiche birre messicane e tedesche, e su testate giornalistiche come New York Times, Telegraph e Mail e altre in Europa e Stati Uniti.
Il terzo utilizzo e per bande musicale heavy metal, come i Motorhead etc.
Comunque l’uso in Germania di queste font è diversa e principalmente politica, per esempio prendiamo il Fraktur, il suo uso continuò in Germania fino al ventesimo secolo, infatti la maggior parte dei libri, fino al 1928, venivano stampati in gotico, ma all’inizio del ventesimo secolo l’opposizione al gotico prese piede, incitata sia dall’esigenza commerciale internazionale e sia dalle preoccupazione politica e creative dettate dalle influenze di artisti come Gill e Johnston in Inghilterra, oppure dalle grandi influenze artistiche dei futuristi italiani, etc.
Al centro di questo scenario vi fu Paul Renner, il disegnatore del font Futura del 1927 che diede il via al movimento modernista, rifiutando i caratteri gotici, infatti venne anche arrestato nel 1933, perché protestò l’incarcerazione del suo collega Jan Tschichold subito dopo una conferenza sui caratteri, accusati dai nazisti di essersi troppo sbilanciati a favore dei caratteri romani.
La propaganda del Terzo Reich non solo utilizzava i caratteri gotici, ma li faceva coincidere con esso, quasi una sorta di carattere nazionale, infatti uno slogan recitava proprio in questo modo, “Sentiti tedesco, pensa tedesco, parla tedesco, sii tedesco anche nella scrittura”.
Lo stesso Renner tentò più volte di combinare il gotico con i romani, inoltre gli stessi nazisti prima della guerra istituirono un nuovo Fraktur più spigoloso ed eroico definendolo “Il gotico dello stivale militare”, che stilisticamente si abbinava perfettamente allo stile della svastica (fig. 172).
Però nel 1941 tutto cambiò improvvisamente, i caratteri gotici furono messi al bando e secoli di tradizioni furono cancellate.
La vera ragione comunque fu di carattere pratico, perché nei territori occupati non si riusciva a leggerlo, spiegò lo stesso Spiekermann, questo soprattutto quando i tedeschi dovevano stampareal di fuori del loro territorio, per esempio in Olanda o in Francia, perché erano poche le fonderie che possedevano questo carattere, inoltre un altro vantaggio era da trovarsi nell’architettura, infatti le strutture romano-eroica di Albert Speer poteva adoperare iscrizioni in Trajan (fig. 173) sopra le colonne.
Dopo la guerra Paul Renner dichiarò che i motivi che hanno condotto a questo saranno anche riprovevoli, ma questo è un dono immeritato dal cielo.
I suoi nuovi caratteri sarebbero diventati con il tempo, sempre più influenti, anche se sarà in svizzera che i nuovi caratteri internazionali, come, l’Helvetica e l’Univers vedranno la luce negli anni cinquanta, e comunque quando si parla del periodo del Terzo Reich la perdita dell’identità tipografica non può fare altro che bene.
Lo stesso Matthew Carter dichiarò che, “Prima potevo paracadutarmi bendato in qualsiasi luogo del mondo, poi levarmi la benda e guardarmi intorno. Vedevo le insegne dei negozi e dei giornali, e in base al carattere potevo capire dove mi trovavo. Vedevo i caratteri di Roger Excoffon, realizzatore del Banco (fig. 174), del Mistral (fig. 175) e dell’Antique Olive (fig. 122 dell’articolo “Il font Frutigerr”), e capivo di essere atterrato in Francia.Ma attualmente un carattere nasce a Tokyo, Berlino o Londra e fa il giro del mondo in un giorno, perdendo il senso delle proprie origini”.

170 Font Bastarda

171 Font Schwabacher

172 Svastica

173 Font Trajan

174 Font Banco

175 Font Mistral

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